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Il PSA rimane la base del test di screening?
Il PSA è l’antigene prostatico e viene prodotto in elevate quantità dalla maggior parte dei carcinomi prostatici. Ma il PSA non aumenta solo in questi casi. La sua produzione può aumentare anche nell’ipertrofia prostatica benigna, nelle prostatiti infettive, a seguito di alcune procedure urologiche e in altri casi ancora. Pertanto un suo incremento risulta spesso essere generico e non predittivo con precisione della neoplasia maligna.
Allora il problema in cosa consiste?
Occorre distinguere i pazienti con rischio di tumore maligno prostatico da quelli che, pur avendo un significativo incremento del PSA, non appartengono alla categoria con carcinoma.
Il riscontro di un PSA elevato significa dover necessariamente effettuare una risonanza e una successiva biopsia prostatica?
No, con un nuovo test, che si chiama Stockholm3, si potrebbe anche evitarle.
Che caratteristiche ha questo nuovo test, che non si basa solo sul PSA, per la diagnostica del tumore alla prostata?
Sì, come detto, il test si chiama Stockholm3. Si tratta di un esame che combina alcuni parametri del sangue, fra cui il PSA, con altri dati per valutare il rischio di sviluppare un tumore prostatico maligno
Quali altri dati vengono presi in considerazione in questo test?
I principali dati presi in esame, sono i dati personali, ed in particolare l’età e la familiarità, e i dati genetici. Si applica poi un algoritmo per assegnare, a ciascuno, un punteggio individuale di rischio.
Perché il nuovo test si chiama così?
Perché è stato studiato in Svezia, a Stoccolma, al Karolinska Institutet, uno dei più prestigiosi centri europei di ricerca medica
Il campione di pazienti su cui è stato studiato il nuovo test è stato numericamente rappresentativo?
Sì, perché il test è stato verificato su 13.000 maschi
Quali sono i vantaggi di questo test?
Aiuta a individuare i tumori aggressivi della prostata che il solo dosaggio ematico del PSA non potrebbe identificare. Inoltre riduce, nei casi di basso rischio, il ricorso a Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) multiparametriche e biopsie prostatiche
Questo test di secondo livello di quanto può ridurre il ricorso a questi esami?
Stockholm3 può ridurre del 64% il ricorso alla risonanza magnetica e di circa un terzo le biopsie. Non è poco
In quale età viene suggerito?
Di norma nella fascia di età maschile fra i 45 e i 74 anni
Questo test ha dei limiti?
Indubbiamente, non si tratta di un test di certezza ma di stratificazione del rischio di avere un carcinoma prostatico. Come in tutti modelli di identificazione di un rischio, un punteggio elevato non dimostra la presenza del carcinoma, mentre un risultato basso non può escluderlo con certezza.
Alla fine possiamo sintetizzare i reali vantaggi del nuovo test?
I vantaggi sono innegabili e ramificati in vari aspetti. Ci saranno meno attese, contrazione dei costi, un uso più congruo delle apparecchiature, un carico di lavoro minore per gli specialisti (radiologi, urologi e anatomopatologi). I pazienti si gioveranno di poter ridurre l’ansia non solo per questa patologia ma anche per le procedure previste che, almeno in parte, saranno risparmiate.
