La prevenzione della steatosi epatica o del “fegato grasso”

A cura di Alberto Martelli, pediatra convenzionato con Ente Mutuo Regionale

Cosa significa steatosi epatica non alcolica, cioè non correlata all’abuso di alcol?

La steatosi epatica o NAFLD, sigla inglese che significafegato grasso per causa non alcolica” è una malattia che consiste nell’accumulo eccessivo di grasso nel citoplasma degli epatociti cioè all’interno delle cellule del fegato. È normale che una certa quota di grasso si concentri negli epatociti, cioè nelle cellule del fegato, ma quando la percentuale è superiore al 5% si determina la malattia.

Quanto è frequente questa malattia?

E’ purtroppo molto frequente ed in aumento anche nel nostro Paese. E’ anche correlata all’aumento dell’obesità, del diabete mellito di tipo 2 e della sindrome metabolica. La steatosi epatica interessa più del 20% degli adulti e il 15% dei bambini.

Perché si accumula il grasso nel fegato?

Il grasso si accumula perchè arrivano al fegato troppi acidi grassi, legati ad un’alimentazione eccessiva con un aumentato apporto di grassi e zuccheri, rispetto al fabbisogno previsto.  Questi acidi grassi fanno male al fegato perché portano danno ai mitocondri, piccole strutture del citoplasma che provvedono a fornire l’energia alla cellula del fegato.

Quali possono essere le cause della steatosi epatica?

Oltre a fattori legati ad un’alimentazione sbilanciata, anche il tipo di microbiota, ed in particolare la flora batterica intestinale e la genetica giocano un ruolo importante nel determinare il danno epatico. Sono stati identificati geni protettivi per la steatosi e geni che, invece, sono un fattore favorente la malattia. A confermare il ruolo genetico nella genesi della steatosi epatica occorre ricordare che alcune malattie genetiche si associano a steatosi epatica. Come modelli si possono citare l’ipo-betalipoproteinemia, dove il sistema cardiovascolare risulta protetto a differenza del fegato che è colpito e il deficit di lipasi acida lisosomiale.

La steatosi epatica può verificarsi anche nelle persone magre?

E’ meno frequente ma può succedere anche nelle persone magre, con un BMI (Body Mass Index, cioè percentuale di grasso corporeo) minore di 25. Sono persone che accumulano comunque grasso all’interno delle cellule del fegato. In questi casi la componente genetica, cioè la capacità di accumulare grasso nel fegato, è più rappresentata.

Ho la possibilità di ridurre il rischio che mi venga la steatosi epatica?

Sì, siamo in grado di fare una corretta prevenzione, agendo, con continuità, nei confronti dei due cardini principali: l’alimentazione e l’attività fisica. Per il primo versante è utile incrementare l’apporto di pesce e di frutta e verdura riducendo l’apporto di grassi.  Per il secondo aspetto è raccomandata una sana attività fisica quotidiana, eseguita sempre con equilibrio e buon senso. Per i più pigri e ostinati o per chi nei mesi freddi, non vuole prendere freddo, una buona soluzione potrebbe essere quella dell’uso della cyclette che, ad una certa età, è anche utile perché permette di svolgere attività fisica con un carico molto ridotto sulla colonna vertebrale. Una mezz’oretta al giorno, può bastare se praticata, tutti i giorni, con costanza.

Come ci si accorge di avere il fegato grasso?

L’esame cardine è l’ecografia del fegato che non solo pone diagnosi ma è anche in grado di stimare l’entità dell’accumulo del grasso nelle cellule epatiche. E’ soprattutto utile valutare, con il Fibroscan, il grado di sostituzione delle cellule epatiche con tessuto fibroso com espressione dell’infiammazione persistente. Il Fibroscan è un apparecchio simile ad un ecografo che, inviando onde elastiche tramite una sonda appoggiata alla parete toracica, le decodifica, intuendo la componente fibrosa del fegato.

Perché può essere pericolosa la condizione di steatosi epatica?

Questa malattia correla con un maggior rischio di patologie cardiovascolari e può causare un danno evolutivo al fegato