Il 2024 ha portato risultati incoraggianti per l’oncologia: a dicembre è stato presentato il report annuale: “I numeri del cancro in Italia”, da cui si evince che le diagnosi sono stabili e il 50% dei cittadini che oggi si ammalano è destinato a superare definitivamente la malattia.
Non solo. Nei mesi scorsi a Como è stato arruolato il primo paziente di un innovativo studio per una cura a base di antibiotici contro i tumori del colon, seconda causa di morte per tumore nei paesi industrializzati per cui la chirurgia rappresenta il trattamento standard. Nei casi avanzati è necessaria la chemioterapia anche se, purtroppo, meno del 30% dei pazienti trae beneficio da questo trattamento: anche i batteri che costituiscono il nostro microbiota intestinale possono interagire con il tessuto tumorale. In particolare il Fusobacterium nucleatum può promuovere la crescita tumorale, modulare in modo negativo il nostro sistema immunitario e ridurre perfino la risposta alla chemioterapia.
L’idea di definire nuovi approcci terapeutici è della PD Dr.ssa med. Sara De Dosso, Responsabile dell’Unità Tumori Gastrointestinali, allo IOSI (Istituto Oncologico della Svizzera Italiana) di Bellinzona. Lo studio, unico nel suo genere a livello mondiale, prevede di esplorare l’uso della terapia antibiotica con metronidazolo, specifico contro il Fusobacterium nucleatum, sul microambiente tumorale.
Como è l’unica città italiana a partecipare a questo studio, grazie al Dott. Alberto Vannelli, responsabile della chirurgia delle tecniche avanzate all’Ospedale Valduce e professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano. I rapporti tra Como e il Ticino sono iniziati alcuni anni fa grazie a un progetto di collaborazione scientifica fortemente voluto da Vannelli con il PD Dr med Davide La Regina, attuale Direttore medico del Dipartimento di Chirurgia dell’Ente Ospedaliero Cantonale.
Lo studio è sperimentale e i pazienti previsti sono 40, di cui 12 già arruolati tra Como e il Canton Ticino; l’obiettivo è creare un microambiente tumorale favorevole, eliminando i batteri pericolosi con una terapia antibiotica specifica. Il tutto con la speranza che la scienza, sempre più, sia in grado di dare un aiuto concreto non solo alla cura dei tumori ma anche alla qualità di vita dei pazienti.