Solitudine e salute, importanza delle relazioni sociali

Solitudine e salute: un fattore di rischio invisibile da non sottovalutare

Solitudine e salute: perché le relazioni contano

Il rapporto tra solitudine e salute è più stretto di quanto si possa immaginare. La solitudine non lascia segni visibili e spesso passa inosservata, ma quando diventa persistente può influire sul benessere psicologico e fisico della persona. Per questo la connessione sociale è oggi considerata un elemento importante della salute e della qualità della vita.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa una persona su sei nel mondo sperimenta solitudine. L’OMS sottolinea inoltre che solitudine e isolamento sociale sono associati a conseguenze significative sulla salute e a un maggiore rischio di morte prematura.

Che cosa sono solitudine e isolamento sociale?

Solitudine e isolamento sociale non sono esattamente la stessa cosa.

La solitudine è una sensazione soggettiva: nasce quando una persona percepisce una distanza tra le relazioni sociali che possiede e quelle di cui avrebbe bisogno o che desidererebbe avere.

L’isolamento sociale, invece, riguarda una situazione più oggettiva, caratterizzata dalla presenza di pochi contatti, relazioni o occasioni di interazione con altre persone. È quindi possibile vivere soli senza sentirsi soli oppure, al contrario, provare una forte solitudine anche in presenza di numerose persone.

Le cause possono essere molteplici: un lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, problemi economici, una malattia, difficoltà negli spostamenti, il pensionamento o l’allontanamento di familiari e amici.

Perché la solitudine può influire sulla salute?

Quando si parla di solitudine e salute, gli effetti non riguardano soltanto il benessere emotivo. Le evidenze disponibili associano solitudine e isolamento sociale a un maggiore rischio di problemi cardiovascolari, ictus, diabete di tipo 2, depressione, ansia, declino cognitivo e morte prematura.

Gli effetti sulla salute mentale

Una condizione di solitudine prolungata può favorire tristezza, perdita di motivazione, ansia e sintomi depressivi. Può inoltre instaurarsi un circolo difficile da interrompere: il disagio porta la persona a ridurre ulteriormente le occasioni di socializzazione e il crescente isolamento può, a sua volta, accentuare il malessere.

Le relazioni supportive possono invece contribuire a gestire meglio lo stress e a favorire il senso di appartenenza, sicurezza e partecipazione.

Gli effetti sulla salute fisica

La disconnessione sociale può accompagnarsi anche a comportamenti meno favorevoli alla salute. Una persona isolata può, per esempio, avere meno occasioni di svolgere attività fisica, prestare minore attenzione all’alimentazione o avere maggiori difficoltà nel mantenere abitudini quotidiane salutari.

Al contrario, relazioni sociali positive e di qualità sono associate a un migliore benessere, a stili di vita più salutari e a una maggiore longevità.

Chi è maggiormente esposto all’isolamento sociale?

La solitudine può riguardare persone di qualsiasi età e non deve essere considerata esclusivamente un problema degli anziani. Alcuni momenti della vita e alcune condizioni personali, tuttavia, possono aumentare la vulnerabilità.

Tra le persone anziane possono pesare la perdita del partner o degli amici, la riduzione della mobilità, la presenza di malattie croniche e una minore partecipazione alla vita della comunità.

In Italia, i dati della sorveglianza PASSI d’Argento, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, mostrano che nel biennio 2023-2024 il 14% degli ultra 65enni si trovava in una condizione di isolamento sociale. La percentuale saliva al 32% fra gli ultra 85enni, evidenziando quanto l’avanzare dell’età possa aumentare il rischio di disconnessione.

Come contrastare solitudine e isolamento sociale?

Contrastare l’isolamento significa anche promuovere prevenzione e benessere. Non serve necessariamente avere una rete sociale molto ampia: è soprattutto la qualità delle relazioni a fare la differenza.

Mantenere contatti regolari con familiari e amici, partecipare ad attività associative, culturali o sportive, frequentare luoghi di aggregazione, fare volontariato e coltivare interessi condivisi possono creare occasioni preziose di relazione.

Anche la tecnologia può aiutare a mantenere i contatti quando la distanza o le difficoltà negli spostamenti rendono più complicati gli incontri di persona. I rapporti digitali, tuttavia, possono essere più utili quando integrano, anziché sostituire completamente, le relazioni significative nella vita quotidiana.

Quando la solitudine diventa persistente, provoca una sofferenza importante o si accompagna a sintomi di depressione o ansia, è opportuno parlarne con il proprio medico o con un professionista sanitario.

Per approfondire il ruolo della prevenzione nella tutela del benessere, leggi anche Il valore della prevenzione: il primo passo per vivere meglio. Approfondisci sul sito Ente Mutuo

Solitudine e salute: domande frequenti

Che cosa si intende per solitudine?

La solitudine è la sensazione di non avere le relazioni, la vicinanza o il sostegno sociale di cui si sente il bisogno. Non coincide necessariamente con il vivere da soli.

Perché l’isolamento sociale può rappresentare un rischio per la salute?

Perché può influire sul benessere psicologico e associarsi a condizioni e comportamenti che incidono sulla salute fisica. Le evidenze collegano una scarsa connessione sociale a maggiori rischi cardiovascolari, metabolici, cognitivi e psicologici.

Come si può aiutare una persona che tende a isolarsi?

È utile mantenere contatti regolari, ascoltare senza giudicare, proporre occasioni di socializzazione compatibili con i suoi interessi e favorire, quando necessario, il contatto con il medico o con altri professionisti.

Quali relazioni proteggono maggiormente dal senso di solitudine?

Non conta soltanto il numero di persone conosciute. Relazioni affidabili, supportive e soddisfacenti, nelle quali ci si sente ascoltati e valorizzati, contribuiscono maggiormente al benessere.

Conclusioni: coltivare le relazioni è anche prevenzione

Il legame tra solitudine e salute mostra quanto il benessere dipenda non soltanto dalla prevenzione delle malattie, ma anche dalla qualità delle relazioni e dalla partecipazione alla vita della comunità.

In una società sempre più connessa attraverso gli strumenti digitali, creare occasioni di incontro, mantenere rapporti significativi e prestare attenzione a chi rischia di rimanere isolato può diventare una concreta forma di tutela della salute. Riconoscere precocemente una situazione di solitudine e chiedere supporto quando necessario rappresenta un primo passo importante.

Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il consulto medico. In caso di dubbi, contatta un professionista sanitario.

Fonte autorevole consigliata: Organizzazione Mondiale della Sanità – Commission on Social Connection, che raccoglie dati, evidenze e indicazioni sul rapporto tra connessione sociale e salute. Consulta il rapporto dell’OMS

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